Racconti e Immagini

dal 26 al 28.10.2017: 51a Festa della Montagna
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51a Festa della Montagna: 1a serata

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immagini di Renato Avato


51a Festa della Montagna: 2a serata

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immagini di Ivano Fagnocchi


51a Festa della Montagna: 3a serata

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immagini di Renato Avato


LA FESTA DELLA MONTAGNA RIPARTE DA 51
La storia dell'alpinismo con il giornalista e scrittore Enrico Camanni, l'avventura sulle cime più alte con i fratelli bolzanini Florian e Martin Riegler, il grande sport con lo slalomista azzurro Stefano Gross e il manager Filippo Bazzanella dalla Val di Fassa sede dei Mondiali Juniores di sci alpino 2019.

Dopo aver tagliato il traguardo del mezzo secolo, la "Festa della Montagna" dell'U.O.E.I. Faenza, torna dal 26 al 28 ottobre con la 51a edizione. Alla sala "Zanelli" del centro fieristico, in viale Risorgimento 3, saranno tre gli incontri con inizio alle ore 21 e ingresso libero.

Giovedì 26 ottobre si potrà ripercorrere la storia dell'alpinismo nella conferenza intitolata "Mal di montagna" del giornalista, scrittore e alpinista torinese Enrico Camanni che presenterà i suoi due ultimi libri: "Il desiderio di infinito" (vita di Giusto Gervasutti - ed. Laterza) e "Storia delle Alpi" (Biblioteca dell'Immagine).
Camanni ha aperto una decina di vie nuove e ripetuto circa cinquecento itinerari di roccia e ghiaccio sulle Alpi. Fine narratore, ha scritto migliaia di articoli, commenti, saggi, introduzioni sulla storia dell'alpinismo, l'ambiente e le tematiche alpine, per quotidiani e periodici.
È stato membro del Gruppo Alta Montagna, istruttore della "Scuola nazionale di Alpinismo Giusto Gervasutti" e direttore della "Scuola nazionale di Scialpinismo SUCAI Torino".
Approdato al giornalismo, è stato redattore capo per lungo tempo della "Rivista della Montagna", ha fondato e diretto il mensile "Alp" e poi guidato la rivista internazionale di cultura alpina "L'Alpe" (edizione italiana), nata da un accordo con il Musée Dauphinois di Grenoble.
In 30 anni di attività pubblicistica e di ricerca, ha allargato i suoi studi dall'alpinismo alle problematiche dell'ambiente alpino, unendo più discipline e una vasta gamma di competenze.
A completare la serata l'anteprima del docufilm "Viaggio ai Confini della Romagna" ideato da Nevio Agostini e Marco Civinelli che ne è anche regista coadiuvato da Paolo Moret. Il lavoro, che a breve uscirà anche in versione libraria per l'editore Polaris di Faenza documenta il viaggio a piedi e in bici di Nevio Agostini, Marco Ruffilli e Sandro Bassi che in 15 giorni e altrettante tappe hanno toccato montagne, colline e luoghi di mare e soprattutto anche le aree protette. Oltre 500 chilometri sui confini natura della bioregione descritti dal naturalista forlivese Pietro Zangheri e raccontati nel suo grande plastico conservato nella sede del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi a Santa Sofia.

Venerdì 27 ottobre, in "Fratelli di cordata" saranno protagonisti i campioni di arrampicata Martin e Florian Riegler, un marchio di qualità nel mondo della scalata, un'accoppiata inscindibile in parete. I genitori hanno insegnato la libertà di cercare il proprio limite ai due fratelli di Bolzano, che spinti da una passione infinita per il verticale e da grande motivazione hanno realizzato una serie impressionante di straordinari successi, dalle Dolomiti, alle Alpi, fino al Karakorum. Qui hanno aperto la via "Ramadhan" sul Kako Peak (che nella lingua locale significa "fratello grande"), una montagna inviolata di 4.950 metri con una parete di granito di 1.100 metri sul versante sud-ovest. Per questa impresa hanno ricevuto il Premio "Paolo Consiglio" del Club Alpino Accademico Italiano nel 2013. Martin Riegler, 1980, architetto e suo fratello Florian, 1982, imprenditore agricolo, sono due brillanti esponenti di un alpinismo giovane che non segue le mode, ma ha come priorità l'esplorazione e l'esperienza. Il titolo della serata richiama il libro (Infinito Edizioni) sui due fratelli che portano avanti idee e scelte anticonformiste con uno stile pulito, trovando la loro personalissima strada alla montagna in mete di estrema difficoltà in posti per lo più isolati.

Sabato 28 ottobreil gran finale con "Val di Fassa, sfida mondiale". Ospite d'onore il fassano Stefano Gross, 31 enne in forza al gruppo sportivo Fiamme Gialle, campione di slalom speciale che in Coppa del Mondo ha ottenuto una vittoria (sulla pista di Adelboden), quattro secondi e sei terzi posti, ed è giunto quarto a soli cinque centesimi dal podio alle Olimpiadi di Sochi, in Russia, nel 2014, anno in cui ha conquistato il titolo italiano. "Sabo" è tra gli elementi di punta della nazionale e continua la tradizione degli atleti azzurri della Val di Fassa, che nel febbraio 2019 ospiterà i Campionati Mondiali Junior di sci alpino 2019 presentati in anteprima a Faenza alla Festa della Montagna, attraverso l'intervento del segretario generale del Comitato Organizzatore, Filippo Bazzanella e Massimo Turolla membro del direttivo dei Mondiali e dello Ski Team Fassa.
La valle ladina è anche sinonimo di escursioni, arrampicate e rifugi in quota: a questi è dedicato il progetto "Rifugio Cardioprotetto", un'iniziativa promossa dal Tavolo della Montagna del Trentino per dotare i rifugi alpini SAT di un defibrillatore semiautomatico, che viene sostenuta dalla vendita del libro "Montagne senza vetta. Il coraggio di sentirsi liberi" (New Book edizioni) di Massimo Dorigoni, socio Accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).
Il volume racconta perché in montagna bisogna sentirsi liberi di rinunciare quando mancano solo cento metri alla cima. Ne parleranno con l'autore Iva Berasi, direttrice della Accademia della Montagna del Trentino e la fassana Marika Favè, maestra di sci e guida alpina, tra i 23 alpinisti che raccontano nel libro della loro esperienza di rinuncia alla vetta.
Una curiosità: accomuna i fratelli Riegler e la Favè l'aver partecipato, come controfigure, al film "Everest" del regista islandese Baltasar Kormakur, uscito nel 2015, che rievoca la vicenda del maggio 1996 quando otto alpinisti di due spedizioni partite per raggiungere la vetta della cima più alta del mondo persero la vita.
I fratelli Riegler erano apparsi anche nelle scene più rischiose del film "Nanga Parbat" storia di Reinhold e Guenther Messner.

Giuseppe Sangiorgi


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